Il Parco Pineta
si estende su una superficie di circa diecimila metri quadrati a
ridosso del borgo medioevale di Conca Centro. Seppure di modeste
dimensioni, rappresenta un prezioso esempio di giardino storico.
Destinato all'epoca al godimento di una nobiltà locale, con
il succedersi dei periodi della storia e del costume ha subito una
profonda trasformazione.
Come in tutti i parchi storici, coesistono soluzioni progettuali
analoghe a quelle odierne, e altre che erano invece frutto di ricercati
stili in voga all'epoca, e che proprio per il loro carattere di
eredità storica andrebbero mantenute e salvaguardate.
Se ami le lunghe passeggiate immerso nella natura e vuoi regalarti un momento di relax o semplicemente festeggiare la tua vincita a PartyPoker, vieni a visitare il Parco Pineta Porcinai.
Il progetto fu ideato e realizzato dall'architetto toscano Pietro
Porcinai alla fine dell'anno 1930.
L'architetto–giardiniere famosissimo per i suoi giardini pubblici, per
le "invenzioni" paesaggistiche e per i restauri, anche in questo caso
mostra le sue capacità di landscape gardener ed onora la
fama di creatore di "paradisi terrestri". Tra le numerose opere
realizzate spiccano: Il Parco di Pinocchio (Collodi), Giardino Neri
(Cesena), Giardino Pirazzoli (Bologna), Giardino Cremonini (Imola),
Osservatorio di Cardada (Locarno), Villa Paradiso (Sargiano), Villa
Longinotti–Buitoni a Sansepolcro, Villa Placidi a Siena.
Il Parco Pineta prevedeva l'accostamento di aree appartenenti a diversi
stili che nel complesso dovevano efficacemente integrarsi nel
meraviglioso contesto collinare. Furono così previsti gli
scorci di sapore rurale e naturaliforme all'inglese ed il classico
giardino all'italiana in prossimità della facciata est del
fabbricato.
Dovendo rappresentare una "summa" di tesori botanici, artistici e
paesistici, quali a rappresentare la sfera di influenza culturale del
proprietario, il giardino prevedeva inoltre una collezione botanica di
specie provenienti da diverse parti del Mondo, accuratamente
distribuite in modo da esaltarne i principali tratti ornamentali.
L'insieme delle opere murarie e viarie
dovevano esaltare le migliori prospettive paesaggistiche e consentire
di riposarsi lungo i principali percorsi. Così, dalla parte
alta del giardino, nelle immediate vicinanze dell'ex palazzo, sistemato
secondo lo schema del giardino classico (con aiuole e vasca con forme
geometriche e siepi squadrate poste a delimitazione delle aiuole),
iniziavano diversi percorsi che conducevano ad una zona fulcro nella
quale era situata una vasca contornata da una quinta a verde. Tre archi
sulla siepe sempreverde consentivano l'apertura al paesaggio
circostante. Statue delle quattro stagioni completavano l'ornamento. Da
questa zona, un viale pianeggiante attraversa longitudinalmente il
giardino intervallato da zone di riposo. Alla estremità sud
del viale, il progettista aveva previsto anche un gazebo.
Le origini del decadimento
sono molteplici: difficoltà di gestione e manutenzione della
proprietà; trasformazione originata dalla difficile
compatibilità tra verde storico acquisito e utilizzazione
dei disponenti; manutenzione inadeguata alle esigenze qualitative del
verde monumentale; vandalismo; saccheggio e demolizione dell'edificio
perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Per
procedere razionalmente al recupero è stato eseguito
innanzitutto un censimento delle alberature presenti al fine di
accertarne, oltre che la composizione botanica, le condizioni
vegetative per poter decidere il tipo di intervento da effettuare
(potatura conservativa, rimonda del secco, eccetera) e indicazioni per
il successivo intervento di recupero (piante secche da abbattere,
piante da potare eccetera). In funzione delle possibilità
finanziarie disponibili e delle adesioni di vario titolo da parte di
soggetti di natura pubblica o privata, e sulla base dei motivi finora
esposti si è programmato il recupero del parco nelle
seguenti fasi:
Con l'aquisita
disponibilità del complesso, sul finire del 2005, la Proloco
ha avviato un consistente progetto di recupero sia dell'area parco che
dell'edificio dell'ostello che in essa è collocato. Per
quanto strettamente attiene all'area verde, nell'estate 2006, grazie ad
un accordo con l'associazione internazionale YAP,
è iniziata l'opera di decespugliamento e pulizia. 20 giovani
volontari, provenienti da ogni parte del mondo, hanno scelto di
svolgere a Conca un campo di lavoro per aiutare lo staff Proloco in
questa vera impresa. Impegnativa è stata la bonifica dai
tanti e diversi rifiuti abbandonati nel corso degli anni, emozionante
la riscoperta delle strutture in muratura e del sistema di
alimentazione delle fontana, letteralmente fagocitati dalla folta
vegetazione spontanea. Terminata l'opera di grossa pulitura, l'area
è stata fino ad oggi sottoposta a manutenzione ordinaria.
Sono in definizione campi di lavoro per l'estate 2007, che vedranno
nuovamente lo sviluppo sinergico di volontari stranieri e staff
pro-loco, tesi a realizzare i primi interventi di restauro.
(Questa pagina è stata realizzata sulla base degli studi del Dott. Vittorio Badalone)