Poco distante dal centro di
Cave, che sicuramente risale al medioevo, vi sono segni che rimandano
all'epoca dell'impero romano.
Aniello Parma, infatti, nell'opuscolo
"Conca della Campania" SO.GRA.ME,
Cerola (Na), 1985, a pagina 16 scrive testualmente:
"Posta quasi al
centro delle due strade consolari: l'Appia e la Latina, che da Roma
giungevano a Capua, Conca della Campania vide sicuramente i suoi
territori divisi in ampi latifondi appartenenti a ricche
famiglie romane e capuane. 
Sorsero su questi latifondi grandi ville rustiche, vere e proprie
aziende agricole che provvedevano allo sfruttamento delle risorse
produttive della zona. Coltivazioni preminenti: la vite, il grano ed i
cereali; non mancavano allevamenti di ovini e bovini.
Tali insediamenti sono testimoniati, nel territorio del Comune di Conca
della Campania, da resti di opere murarie e frammenti ceramici sparsi
su molti terreni, uno tra questi in località San Damiano.
Altra traccia di tali insediamenti romani è l'epigrafe del I
sec. d.C. che attesta nella zona la proprietà di una
famiglia romana della Gens Veratia: "C.VERATI
C.F. TER. SCAEVAE". Questa
epigrafe è ancora visibile e si trova a Cave , presso la
casa di Carmine Comparelli, murata come elemento di reimpiego, in un
portale che si affaccia sulla via I Novembre.