Proloco Conca della Campania (Caserta)

Home
Ostello
Contatti
 

Monumenti > Il patrimonio artistico concano: la pala di Orazio Rossi.

La pala d'altare del '500 nella Collegiata di Conca della Campania.

(Rubrica a cura di Pasquale Comparelli)

Il trittico, sec. XVILa Chiesa di San Pietro Apostolo è certamente la più prestigiosa tra quelle esistenti nel Comune di Conca della Campania.
La prima notizia storica risale al 1472, quando il Papa Sisto IV conferì al Sacro Edificio le insegne onorifiche di "Rocchetto e Mozzetto". Appena due anni dopo fu insignita del titolo di "Collegiata" con bolla dello stesso Pontefice, datata 14 maggio 1474, cui fece seguito un documento pastorale del Vescovo di Teano, Urso de Ursinis, del 16 giugno 1483, che assegnava alla Collegiata dieci Canonici, elevati a dodici con Decreto del 1570 emesso da Mons. Arcangelo Blanco, divenuto, qualche anno dopo, Cardinale della S.R.C.
Questa chiesa, durante i secoli passati, ha subito varie modifiche, specialmente in seguito agli eventi sismici verificatisi in questa zona nel 1728, 1884, 1901, 1915, 1960, 1962, 1980 e 1984.
L'opera artistica maggiore ospitata in questa Collegiata è una magnifica Pala d'Altare del Pittore Orazio Rossi da Pietravairano, il quale la dipinse nel 1519, su commissione del Conte Matteo de Capua, per la Cappella del Castello. Nel 1770, però, il Principe di Conca, Carlo Invitti, con il consenso della famiglia, donò la tavola alla Collegiata, accattivandosi le simpatie del popolo concano.
Le schegge estratte dalla pala.Recentemente, dopo un delicato ed indispensabile restauro, curato direttamente dalla Soprintendenza per i Beni culturali, artistici e storici di Caserta, il Trittico è stato nuovamente esposto al pubblico, corredato dagli opportuni strumenti di protezione e di conservazione.
Come notizia storica si aggiunge che durante il lavoro di risanamento, dalla tavola centrale in cui è raffigurata la Madonna col Bambino, la restauratrice Dott.ssa Michelina Acquaro, ha estratto due frammenti bellici, provenienti da una bomba d'aereo esplosa non lontano dalla Collegiata, durante il conflitto mondiale, nel novembre 1943.
Poche, ma essenziali le notizie su Rossi, recuperate presso l'Archivio storico dell'Università degli studi di Urbino.
Oratius Rubeus, come firmava in latino, nacque a Pietravairano (antica Paetranus) nel 1473, quarto di sette figli di una famiglia contadina. Quando la sua popolarità di bravo pittore varcò le mura della sua città fu chiamato prima dal duca di Sessa, nel cui Castello immortalò molti episodi della famiglia ducale ed in seguito dall'Abate di Montecassino, dove, oltre a perfezionare la sua già naturale bravura a contatto con altri insigni artisti dell'epoca, si specializzò sui temi sacri, come dimostrano la Pala di Pietravairano (1517) e quella di Conca (1519).
Restituito, quindi, al suo antico splendore, si ripropone alla nostra attenzione questo capolavoro, patrimonio comune di inestimabile valore storico, artistico e religioso, eredità del passato, ma anche segno vivente da custodire, tutelate e tramandare.

Il dono del Principe di Conca...

Il calice e le insegne della famiglia Invitti.Il Principe Carlo Invitti, per accattivarsi le simpatie del popolo, donò il dipinto, commissionato dal suo illustre predecessore Conte Matteo de Capua, alla Collegiata di San Pietro e Paolo; prima però volle lasciarvi il suo sigillo.
Al centro della pradella che regge la Pala, ai piedi della Madonna, c'è un taglio evidente che conferma l'asportazione di un piccolo rettangolo di tavola, su cui certamente era impresso un episodio evangelico sulla vita di Maria. Invece oggi vediamo inserita a quel posto la base ed i contorni di una delle insegne araldiche della dinastia principesca, con l'aggiunta di un Calice eucaristico ed un'Ostia, scolpiti al centro, come per compensare e farsi perdonare la manomissione di questa opera.

Alcune immagini...

Madonna con bambino.San Pietro.San Paolo.La firma di Orazio Rossi.Scene evangeliche.