La prima notizia storica
che abbiamo della chiesa di San Pietro Apostolo, che è
certamente più antica e più importante tra quelle
esistenti nel Comune di Conca della Campania, risale al 1472, quando il
Papa Sisto IV le attribuì le onorificenze di "Rocchetto e
Mozzetto". Appena due anni dopo questa chiesa fu elevata a "Collegiata"
con Bolla dello stesso Pontefice, datata 14 maggio 1474. Nel 1483 il
Vescovo di Teano, Mons. Urso de Ursinis, con una nota pastorale
assegnò alla Collegiata dieci Canonici, che,
successivamente, furono portati a dodici con decreto del 1570 emesso
dal Vescovo della Diocesi di Teano Mons. Arcangelo Blanco.
Dopo queste notizie preliminari passiamo al coro
appena restaurato, che
rappresenta il vanto della gloriosa chiesa di San Pietro in Conca. Si
tratta dell'opera più rilevante artisticamente e che
affianca la Pala,
di epoca contemporanea, pure da poco tempo
restaurata, la quale, invece, si distingue per il suo carattere
devozionale, oltre che artistico.
Il coro
è quel settore della chiesa destinato ad una
funzione liturgica, sostanzialmente da parte del clero. All'inizio
esisteva solo nei Monasteri o nelle Cattedrali, poi fu esteso alle
chiese collegiate, come la nostra, ma sempre collocato nei pressi
dell'Altare maggiore, nell'abside o nel presbiterio ed è
normalmente costruito con legni pregiati, riccamente lavorati. L'arte
ha riservato al legno del coro due tipi di lavorazioni: l'intaglio e la
tarsia. L'intaglio (scultura del legno) decorava con figure simboliche,
oppure con scene bibliche, le parti più esposte. La tarsia
(connessione di più pezzi di legno già lavorato
per comporre un disegno preordinato), pure ottenuta con legni pregiati,
arricchiva i postergali (spalliere). Entrambe le tecniche richiedevano
grande perizia ed esperienza. Il coro della nostra chiesa, che si
compone di quattordici stalli, è intagliato con ampie
decorazioni simboliche di vario genere, secondo lo stile dell'epoca.