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Notizie >  La Sacra Sindone

La Sindone di Torino fascino e mistero

(di Pasquale Comparelli)

Sacra Sindone.Settembre 2011 - Dopo le tanto discusse prove al carbonio 14 e dopo la nuova, recente ostensione di Torino, si riprende con maggior interesse a parlare della Sindone, le cui ricerche continuano ad appassionare gruppi di scienziati di tutto il mondo, cattolici e non cattolici, specialmente da quando l'avv. Secondo Pia scoprì, nel 1898, che l'immagine impressa sul telo sindonico appare più chiara e decifrabile nel negativo che nel positivo fotografico. Più recente,invece, è la straordinaria scoperta della tridimensionalità della figura.

L’ipotesi scaturita dall'esame al C/14, che faceva risalire la Sindone all'epoca medioevale, è stata ormai quasi da tutti accantonata, poichè sono affiorati diversi elementi contraddittori e le stesse analisi, per una serie di motivazioni, non possono ritenersi attendibili.

È noto pure che prima di procedere alla predetta radiodatazione molti esperti del settore ammonirono che il Lenzuolo conservato a Torino, su cui si vedono, ben definiti, i lineamenti di un uomo torturato e crocifisso, poteva sfuggire a quel tipo di indagine, considerate le numerose vicende subite in quasi duemila anni di storia: bollito in acqua e olio, murato per lungo tempo per difenderlo dalla furia dell'iconoclastia, bruciacchiato durante il noto incendio della Sainte Chapelle di Champery, in Francia, nella notte del 4 dicembre 1532, sottoposto più volte ai raggi X.

Né possono annullarsi così sbrigativamente gli strepitosi risultati ottenuti dal Prof. Max Frei, famoso criminologo ed esperto botanico, direttore del Laboratorio di Polizia Scientifica di Zurigo, il quale trovò sul telo sindonico tracce di polline di numerose piante, oggi estinte, ma viventi al tempo di Gesù, in Palestina, in Turchia, in Francia ed in Italia, terre effettivamente attraversate dalla Sindone, che, nel passato, veniva esposta e venerata all'aperto.

Ma a convincere molti scienziati a riconoscere l'autenticità della Sindone concorre, in modo determinante, la scoperta, ottenuta con i sofisticati mezzi di osservazione odierni, di tanti minuziosi dettagli riguardanti l'anatomia umana, rilevati dal Lenzuolo stesso, su cui sono evidenziati molti particolari del martirio di Gesù, che corrispondono esattamente alle descrizioni evangeliche.

Ne elenchiamo solo alcuni:

• Giovanni nel suo Vangelo sottolinea un particolare importante: quando precede Pietro nella tomba di Gesù trova il Sudario piegato e conservato in un luogo a parte, ma egli non poteva sapere cosa contenesse.

• La Sindone rivela che Gesù fu coronato di spine, contrariamente a quanto avveniva per gli altri condannati. Il Vangelo di Giovanni (19,17) conferma che a Gesù fu posto un intreccio di spine sul capo.

• La Sindone rivela che Gesù fu inchiodato ai polsi, non nelle palme delle mani, le quali non avrebbero retto sotto il peso del Corpo. Così, al tempo, era in uso crocifiggere i condannati. La parola greca mano comprende, infatti, anche il polso.

• La Sindone rivela che Gesù era alto 1,79 e pesava kg. 79,320.

• La Sindone rivela che sulle palpebre di Gesù erano poggiate due monetine romane. Infatti, nelle famiglie nobili, era in uso chiudere gli occhi dei defunti, non con le mani, ma ponendovi due monetine. Non è pensabile che Giuseppe D'Arimatea, uomo ricco e stimato, che si preoccupò di dare degna sepoltura a Gesù, avesse trascurato questo particolare.

• Dalle analisi effettuate risulta che le macchie di sangue rilevate dalla Sindone corrispondono esattamente ai valori del sangue del miracolo eucaristico di Lanciano.

• La Sindone rivela che i rivoletti di sangue sul dorso di Gesù, procurati dai 127 colpi della dura flagellazione, partono dalle spalle verso il collo e non viceversa. Il particolare trova spiegazione nel fatto che Gesù fu legato ad un cippo basso, secondo l'uso romano, perchè le spalle presentassero una superficie piana e più comoda ai flagellatori.

• Le possibilità che la Sindone non sia il Sudario che avvolse Gesù morto sono una su 10 milioni (Heller, ABC-TV, 16-4-1981).

Tuttavia gli studiosi di sindonologia puntano, oggi, il loro interesse sul mistero della formazione dell'immagine, scatenando sul caso le più svariate supposizioni. Una molto suggestiva ci viene dallo scienziato Geoffrey Asche, secondo cui Gesù, risorgendo, sprigionò dal Suo Corpo una luce fortissima, energia radiante, che folgorò il Sudario senza bruciarlo, lasciandovi, invece, quella straordinaria impronta che tutti conosciamo, considerata la reliquia più sconvolgente della storia.

Ma se gli scienziati stessi hanno sancito che la Sindone è un mistero, mistero rimarrà!
Il tema, infine, si presterebbe a questa analogia: come nella Eucaristia Gesù ci ha lasciato se stesso in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, in modo invisibile, ma reale, così nella Sindone ci ha lasciato un tangibile ricordo della Sua Persona umana, accompagnandolo con i segni della Sua Passione, Morte e Risurrezione, in modo visibile, ma misterioso!