L'area
oggetto dell'intervento occupa il centro di Conca della Campania, di
fatto "il cuore" della Comunità, luogo di incontri, di
scambi sociali, spazio per manifestazioni politiche, culturali e
religiose; ma a tali funzioni non corrisponde una sistemazione
urbanistica adeguata in quanto, attualmente, slarghi e piccole aree
attrezzate con verde e panchine, sono frammentati dalla
viabilità carrabile.
La mia idea progettuale muove da tali
considerazioni e propone, quindi, la realizzazione di un'unica zona
pedonale che dalla Casa Comunale, attraversando l'area antistante la
farmacia, caratterizzata da una fontana pubblica in pietra vesuviana,
si spinge fino alla zona attualmente sede di un monumento ai caduti per
poi perdersi lungo un marciapiede che costeggiando una stradina
sottoposta al livello della piazza crea una connessione visiva con la
restante parte dello slargo pubblico intercluso da due strade comunali
a forma di "Y" che diventerà la nuova sede del monumento ai
caduti restituendogli l'importanza visiva che il tempo ha fatto
perdere, rileggendo, così, i sensi di circolazione pedonale;
un luogo di intersezioni parallele e curve, in quanto presenti
contemporaneamente ma su differenti livelli: intersezioni di assi
pedonali, di assi prospettici, di piani, di attività sociali
e di relazioni.
L'intento è quello di creare un'unica zona pedonale in cui
poter riconoscere aree con diversa vocazione: le pertinenze degli
esercizi commerciali sono riconoscibili per la marcata pavimentazione
con ciottoli di fiume che si apre loro davanti e per le zone verde che
le marcano gli accessi; il resto della piazza, la parte più
rilevante dell'intervento per quantità, è stata,
invece, pensata pavimentata con pietra locale, in maniera tale da
inglobare senza soluzione di continuità gli interventi che
si sono succeduti nel tempo (fontana ottagonale, pavimentazione in
cubetti di porfido quarzifero, il belvedere dove è allocata
la statua di padre Pio).
Il monumento ai caduti,
quindi, verrà spostato in asse con
le due strade che lambisconola
zona
laterale la chiesa, in un'area
facilmente visibile dalla piazza attrezzata di recente realizzazione, e
posto su di un basamento in pietra di forma trapezoidale aperto verso
l'area pedonale e pensando al suo utilizzo per manifestazioni
commemorative.
Il riposizionamento del monumento permetterà di creare una
zona più ampia di transito
e di
parcheggio così
come richiesto dall'amministrazione comunale, zona che pur essendo
molto vicina alla Piazza, non ne inficia la vocazione prettamente
pedonale che verrà amplificata dalla zona attualmente sede
del monumento e dalle aiuole impraticabili ai pedoni che si
trasformeranno in un grande marciapiede aperto verso il panorama. Oltre
ad un uso tradizionale della pietra locale (lastroni di coreno a
correre come perimetrazione dei percorsi) per la pavimentazione se ne
affiancherà un altro meno convenzionale per la realizzazione
dei percorsi; questi ultimi, allineati sulla diagonale generatrice del
progetto, riprendono il tema dei percorsi rurali, a testimonianza di
una cultura contadina che continua a fare la storia del paese.
Essi sono stati
pensati come costituiti da ciottoli di fiume,
terminanti con una fascia di coreno a separazione dalla restante
pavimentazione. L'uso di un materiale decisamente storico,
però, viene rivisitato nella struttura delle aiuole/panchine
che le rivestono interamente connotando lo spazio con linee sobrie e
minimaliste che sposano e si adattano al disegno della pavimentazione.
La posizione e
la forma delle aiuole, inoltre, sono state studiate
quali sedi privilegiate dei pini che attualmente già
ombreggiano le aree oggetto di intervento.
Per una più facile comprensione del complesso di interventi
il progetto è stato diviso in tre lotti:
lotto 1 il marciapiede antistante il municipio e la farmacia
lotto 2 attuale allocazione del monumento ai caduti con le aiuole
laterali
lotto 3 il triangolo pedonale chiuso dalle due strade comunali a "Y" e
dalla parete laterale sinistra del chiesa della Madonna della Libera
dei tre lotti solo il secondo ed il terzo saranno oggetto di
realizzazione mentre il lotto 1 deve intendersi come pura indicazione
futura per eventuali interventi, nella speranza di costituire un unicum
progettuale, quale punto di partenza prioritario.
Rimanendo
strettamente
legati all'affinità di tale
intervento con la missione di ProLoco,
non possiamo che riscontrarne la
positività. Il progetto nel suo complesso (compresa quindi
l'area del municipio) soddisfa l'esigenza di recuperare assetti storici
mascherati da precedenti interventi e contestualmente, con coerenza,
ridefinisce e/o ristabilisce l'essenza funzionale delle aree
interessate. Ci troviamo immediatamente a ridosso dell'ostello: come
non cedere alla suggestione di continuità rispetto ai lavori
condotti (ed ancora in corso) proprio presso l'ostello? Qualcuno sogna,
altri invece storcono il muso all'idea che il monumento debba per dir
così "traslocare". Certo non può dirsi che il
caro soldato sia stato sempre oggetto di tali attenzioni; dimenticato,
spesso vilipeso, questo simbolo eterno di ferocia e sangue attende
comunque di cambiar dimora.